Aggiungi ai preferiti | Imposta Homepage
Italiano English
www.barillagroup.it/corporate/it/home/teaser.html  
Autografo
Fanclub
Sei in: Ignora collegamentiFabrizio Macchi WebSite > Home Page > I disabili e lo sport > Valutazione funzionale atleta

I disabili e lo sport: valutazione funzionale dell'atleta amputato

La valutazione funzionale dell’atleta amputato di arto inferiore non è un argomento particolarmente frequente nella letteratura specialistica, nonostante da più di 20 anni sia presente alle Olimpiadi. Soltanto 3 articoli su 11 di quelli consultati osservano atleti variamente amputati di arto inferiore in misure o confronti con atleti normodotati o paraplegici. Questi ultimi sono in genere i più studiati, anche perché sono stati i primi a essere inclusi e non a caso le Olimpiadi per Disabili si chiamano ancora in inglese Paralympics, crasi per Olimpiadi per Paraplegici. Poiché per definizione questi ultimi non muovono le gambe o le controllano male il tipico esame di valutazione è quello effettuato con l’ergometro a manovella (arm cranking) oppure, quando disponibile, con uno speciale ergometro a sedia a rotelle (wheelchair ergometer). Entrambi queste metodiche sono volte a studiare i classici parametri metabolici e cardiorespiratori massimali e in soglia anaerobica facendo compiere il lavoro esclusivamente agli arti superiori, tenuto conto che quelli inferiori non partecipano in modo significativo allo sforzo fisico. I test che valutano atleti amputati utilizzano talvolta gli stessi ergometri perché non è detto che questi atleti non debbano far uso della sedia a rotelle; soltanto in una piccola percentuale si trovano dati registrati durante l’uso speciale del cicloergometro con una sola gamba (one leg cycling).

Da questa situazione scaturisce la difficoltà di paragonare la prestazione di un atleta amputato, che senza uso di protesi né di sedia a rotelle usa abitualmente la bicicletta con una sola gamba e, con l’uso di normali stampelle (bastoni canadesi) adattate, deambula a velocità anche elevata, con i valori delle prestazioni medie desunte dalla letteratura, misurate però in situazioni forse meno impegnative, per quanto massimali. Mi riferisco al fatto che un esercizio con l’ergometro a manovella o con l’ergometro a sedia a rotelle mette in moto masse muscolari più modeste rispetto all’attività anche solo di un’unica gamba; in particolare è l’aspetto del ritorno venoso al cuore che aumenta in modo drastico in questa seconda evenienza, per cui i parametri quali frequenza (HR) e gettata cardiache e di conseguenza il consumo di ossigeno (VO2) vengono influenzati qualitativamente e quantitativamente in modo differente.

Un’altra difficoltà è rappresentata dal fatto che non tutti i lavori reperibili in letteratura per confronto esprimono il VO2 con le stesse unità: alcuni riportano le misure in litri al minuto (l min-1), mentre altri riferiscono il consumo al peso corporeo (ml kg-1 min-1).

Ad esempio, un lavoro che paragonava VO2 e HR durante esercizio submassimale alla manovella e alla manovella combinata con l’attività della gamba, che pedalava per elettrostimolazione, metteva in luce come quest’ultimo esercizio avesse un consumo maggiore, date le masse muscolari utilizzate, ma una frequenza significativamente minore, poiché la gettata cardiaca si basava sulla presenza della "pompa muscolare" e quindi più sulla gettata pulsatoria che sulla frequenza. In questo caso il VO2 era di 1.58 l min-1 contro 1.26 l min-1 dell’esercizio svolto con i soli arti superiori. Uno dei pochi articoli che trattano di atleti amputati mette in luce come il VO2 di questi sia superiore in genere a quello dei paraplegici e tetraplegici (fino a 2.5 l min-1) e come atleti dediti a sport aerobici su pista abbiano un VO2 più alto di atleti dediti alla pallacanestro, entrambi i gruppi utilizzando la sedia a rotelle.

Dalla letteratura esaminata si possono desumere i valori dei parametri citati che sembrano utili per un confronto con le prestazioni del soggetto amputato.

Dati medi che qui riporto sono da riferire ad atleti paraplegici o amputati o tetraplegici stimolati in diverse attività massimali o di poco submassimali quali:
  • ergometro a manovella
  • ergometro a manovella + cicloergometro per un solo arto
  • ergometro a sedia a rotelle
  • deambulazione con bastoni canadesi
  • deambulazione su nastro trasportatore con protesi (lunga o corta)
I valori vengono riportati come media deviazione standard cui è affiancato il numero dei dati a cui sono riferiti: questi sono a loro volta l’espressione della media dei valori dei soggetti studiati.
 
VO2 max o submax: 1.98 0.61 l min-1 n = 14
25.9 10 ml kg-1 min-1 n = 10
HR max o submax: 146 18.7 b min-1 n = 6
VO2 alla soglia anaerobica: 12.57 1 ml kg-1 min-1 n = 4
HR alla soglia anaerobica: 125.5 8.5 b min-1 n = 2
soglia anaerobica % VO2 max: 65.6 % n = 3

Questi valori medi, la cui variabilità non sembra a prima vista eccessiva, sono però l’espressione di attività diverse svolte da persone diverse per handicap e fra le quali si possono ancora mettere in evidenza alcune differenze.
I VO2 max ad esempio variano da un minimo di 0.95 l min-1 dei tetraplegici a un massimo di 2.86 l min-1 di paraplegici e amputati dediti ad attività su pista o strada; può essere curioso ricordare che appartenenti alla stessa categoria dediti al tiro con la pistola hanno un VO2 max, misurato ovviamente allo stesso modo, di soli 1.32 l min-1. Dall’esame della letteratura si evince anche che paraplegici e soprattutto amputati dediti ad attività su pista o strada hanno sempre consumi maggiori dei colleghi che praticano sport misti o aerobici - anaerobici alternati.

Torna inizio pagina