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Sono nato a Varese il 26 luglio 1970, fin da bambino praticavo molti sport, come credo che facciano tutti i bambini di quell'età, giocavo a calcio, praticavo la ginnastica artistica e il ciclismo.
Un giorno ricordo di aver preso un tale colpo al ginocchio che pensai seriamente di averlo compromesso. Ma così come nell'euforia di un tredicenne lividi e botte sono all'ordine del giorno, bastava non pensare all'incidente, provare a correre nuovamente e si tornava a spiccare il volo come se niente fosse accaduto.
Quella volta non andò così. Il ginocchio seguitava a farmi male. Il dolore continuò per diversi giorni finché non decisi di parlarne a mia madre. Collezionai una serie invidiabile di accertamenti clinici.
I primi risultarono sospetti poi, mano a mano che ci rivolgevamo a medici sempre più specialisti, i dubbi cominciarono a svanire e a farsi strada l'ipotesi peggiore che da qualche giorno avevano preso a sussurrarci.
Da piccolo ancora non sapevo cosa volevo dalla mia vita, poi ho avuto questa malattia, e l'infanzia è scemata così.
Intanto continuavo a studiare, in ospedale presi anche la licenza media. Questa fu la mia vita fino a sedici anni.
Nell'intero arco della mia permanenza ospedaliera accumulai più interventi del numero stesso dei miei anni: ebbene, dopo diciassette interventi e tanti cicli di chemioterapia persi la gamba sinistra.
La mia seconda vita >>
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