Vittoria

MATERIALE TECNICO

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Divisa Ufficiale 2008 by Santini

OCCHIALI RAYBAN

I nuovi occhiali sportivi

Pedali Time

www.time-sport.com

Spirotiger

‘IL VERO TRAGUARDO È QUELLO DI MIGLIORARSI SEMPRE’ Varese. “Il mio intuito mi aveva già fatto comprendere l’importanza della respirazione nel mio sport e grazie alla metodologia di Spirotiger, ho già riscontrato dei benefici in questi primi mesi di applicazione”. Fabrizio Macchi, ha appena ritirato la sua nuova bicicletta, un altro gioiello delle meccanica ciclistica costruito da Colnago: la voglia di disputare un 2005 alla grande, già si accompagna alla consueta determinazione interiore. L’atleta varesino non ama lasciare nulla al caso ed è per questo che in una costante ricerca di miglioramento delle proprie prestazioni, ha voluto sperimentare con l’equipe di EMSC, guidata dal velista Stefano Morelli, una nuova frontiera della ginnastica respiratoria: “Con Spirotiger - spiega Fabrizio - ho constatato un rafforzamento della muscolatura respiratoria e un rilassamento del diaframma. Devo dire che a me piace conoscere le cose nuove e poi personalizzarle: un uso standard di una metodologia non mi permetterebbe infatti di migliorarmi rispetto ad un’agguerrita concorrenza”. Dopo la medaglia di bronzo ad Atene 2004, l’utilizzo di Spirotiger si sta già rivelando un tassello importante nella sua meticolosa preparazione agonistica: “In questi quattro anni che mi separano dall’appuntamento di Pechino 2008, questa metodologia innovativa può diventare sicuramente un’arma importante. Quando inizio un percorso mi piace portarlo sino in fondo: quindi questa esperienza con gli amici, seri professionisti, di EMSC, la ritengo importante in un’ottica di miglioramento reciproco. Grazie pure alle mie indicazioni, spero che si possa perfezionare una metodica sportiva dalle prospettive molto interessanti”. Il trentacinquenne ciclista azzurro ha le idee molto chiare: “La ricerca scientifica deve essere in grado di seguire anche quello che l’atleta prova con la sua sensibilità nel proprio campo d’azione, con i suoi allenamenti quotidiani”. E Macchi per certi versi è un pioniere: “Alla fine degli anni ’80, fui tra i primi a sperimentare i primi elettrostimolatori. Il mio approccio alle novità è aperto e motivato sempre dalla massima razionalità: con l’equipe di Morelli si lavora bene anche perché loro intelligentemente, recepiscono ogni critica costruttiva volta a migliorare ogni novita’ e in particolar modo questa originale metodologia”. Fabrizio non vede l’ora di gareggiare: “Mi sto già preparando: si è aperto il nuovo quadriennio olimpico che sarà scandito da qui a Pechino, dal duplice appuntamento con gli Europei del 2005 e 2007 e con i Mondiali del 2006”. Alle prossime Olimpiadi, il nostro ciclista avrà 38 anni: per un’atleta delle sua tempra, i traguardi da raggiungere sono sempre una sfida ricca di adrenalina. “Il bronzo di Atene è ormai un risultato acquisito. Adesso sono solo concentrato per andare ancora più forte, a me non piace perdere e quindi sono da subito impegnato in questo 2005 a mettere del fieno in cascina con allenamenti ben programmati”. L’azzurro è seguito dal prof. Giovanni Calori; ad allenarlo per il ciclismo su pista è un’autorità in materia, il padovano Sandro Callari. La preparazione è incentrata tutta sulla pista, tanti i km su strada percorsi per raggiungere le migliori prestazioni qualitative. Macchi conta di mettere a frutto l’esperienza di due Olimpiadi: “Di appuntamenti agonistici del genere, ti rimane impresso tutto, da quando ti imbarchi sull’aereo al momento della gara. Ad ogni Olimpiade si innalza sempre più il livello e la concorrenza si fa ogni volta maggiormente selettiva. Penso che nel ciclismo sarà ancora la scuola europea a dettar legge, anche se gli statunitensi sono sempre molto forti e da ultimo l’Australia si sta rivelando sempre la nazione emergente per quanto concerne le specialità su pista”. Un atleta non è solo proiettato al futuro, ma sa trarre anche dalle storie del passato, le proprie linee d’orientamento: “Mi ha colpito molto la storia di Ambrogio Morelli: i ciclisti della sua generazione erano dotati di una grande determinazione e affrontavano ogni difficoltà di terreno, perché animati da una grande passione”. La stessa che anima Fabrizio, agonista nato: “E’ fondamentale prepararsi alla competizione: in media all’anno pedalo per 25-30 mila chilometri. Come sempre conta osservare un rigoroso regime di vita per avere una lunga carriera sportiva”. Dietro alla prestazione individuale di un corridore, c’è sempre un gran lavoro di squadra: “Ognuno in un team riveste un ruolo fondamentale.

tubolare VITTORIA

Questo prodotto, sviluppato in collaborazione con la nazionale Australiana ciclismo su pista e con il World Cycling Center (organizzazione collegata all'U.C.I. Di cui Vittoria 'ponsor), risponde alle esigenze di atleti di livello mondiale per le competizioni su pista. Disponibili in due misuree due diversi battistrada (CS, con una leggera punta di diamante e CL, liscio) per un uso indoor o outdoor, questi tubolari sono caratterizzati dalla carcassa Corespun T, specifica per la pista, e dalla mescola Kevlar® SiO2 3D Compound, comune alla famiglia di prodotti EVO. L'attento lavoro volto a eliminare ogni grammo in eccesso ha dato risultati esaltanti: 150 g per il tubolare sezione 22mm, che scendono a soli 135g per la sezione 19mm. Il tutto con una qualità e  un'affidabilità che solo Vittoria può garantire.
Un tubolare nato vincente.

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